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Il Pan de Bari De.Co. di Arcugnano

Arcugnano
Tel 0444 994770 (Consorzio Vicenza è)
Web www.comunideco.it
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Nella "Guida Gastronomica d'Italia" edita nel 1931 dal Touring Club Italiano, prima nel suo genere, si legge che una delle specialità di Vicenza è "il pane all'olio di Sant'Agostino, soffice e delicato".
Il riferimento geografico è per l'abbazia che dà nome a una delle frazioni del comune di Arcugnano, sottoponendo alla sua giurisdizione, come si intuisce, lo storico forno da pane della Nogarazza.

La località in questione segna il punto in cui il lunghissimo viale alberato di Sant'Agostino, uscente dalla città, incontra la strada della Pilla, una delle vie d'accesso laterale ai Colli. Per i vicentini d'un tempo era il tracciato di una delle più immediate gite fuori porta, che poteva anche prescindere dalla salita perché al suo attacco si trovava una trattoria tentatrice.
La celebra il poeta locale Adolfo Giuriato in una delle sue trasognate villotte: "Rustica e pur gentil trattoria (detta da un vecchio noce "Nogarazza") attende il passegger lungo la via. Là con i cibi squisiti e il vin sincero si placa il ritmo della vita pazza ed il sereno oblio culla il pensiero."

All'origine di tutto però è il forno da pane fondato attorno al 1870 da Bortolo Bari, originario della vicina Montecchio Maggiore. Gli anni porteranno non solo dieci figli: alla rivendita di pane s'aggiunge quella d'altri generi e infine la mescita di vino; insomma, un'osteria dov'era simpatica abitudine, quando faceva freddo, mettere a sedere gli avventori attorno alla bocca del forno.
L'osteria diventa poi trattoria rinomata per il baccalà alla vicentina al punto di farne una piccola icona della tipicità berica e in questo onorata nel 1969 da una citazione cinematografica di Ettore Scola ne "Il Commissario Pepe" con Ugo Tognazzi.

Venendo al giorno d'oggi, il pane è per fortuna sempre quello, - "El pan de Bari", come si diceva allora, - cotto sotto l'antica volta di mattoni, croccante e asciutto. A prepararlo ogni mattina è il pronipote del fondatore, Lorenzo Bari, coadiuvato dalla moglie Samantha: pane all'olio, extravergine ovviamente, nel senso più squisito della parola; come formato, delle piccole 'banane' che risultano graziosamente diverse una dall'altra; settanta panini disposti in doppia fila su ogni asse; dieci assi per ogni infornata; due o tre infornate al giorno e dunque, dopo un'ora circa di cottura, dai settanta ai cento chili di pane che prendono la via di botteghe e ristoranti vicentini.
E poi il pan biscotto, anche questo a suo modo inconfondibile, di una consistenza che si rivela ideale per intingerlo nel caffellatte alla mattina o nel vino per i fedelissimi delle tradizioni. Senza dimenticare, quando sono di precetto, focacce e panettoni di una consistenza e fragranza che sempre per lo stesso motivo sanno d'altri tempi.

 

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